L'incapacità di sognare

I sogni sono porte dell'anima

Spesso nel chiuso delle nostre stanze di psicoterapeuti ci troviamo a lavorare a stretto contatto con le problematiche dei nostri pazienti e per accedere a quella parte più profonda delle loro “anime” utilizziamo l'analisi dei loro sogni.

 

Estratto da "Il posto delle fragole"

I sogni aprono le porte alla parte più intima dei pensieri e dei sentimenti dell'essere umano. Non ci stupisca, se essi appaiono, agli occhi del profano, così assurdi. Nessuno, negherà mai che al risveglio, dopo un intenso sogno, esso appaia così carico di mistero e di chissà quali profonde verità.

Il sogno, infatti, seppur con un linguaggio apparentemente mascherato, contraddittorio e bizzarro, è il modo più intimo di comunicare della nostra anima, inconscio, alla nostra coscienza.

Estratto del “L’arte del sogno”, di Michel Gondry2

La stele di Rosetta[1]

Il sogno è un linguaggio poetico denso di significati, è un condensato stratificato, dove ogni parte e simbolo contiene in sé più messaggi. Ed i messaggi del sogno sono i messaggi della verità.

Apparentemente il contenuto dei sogni appare strano, irreale, tanto da far pensare ad una semplice produzione senza senso della mente. In realtà nasconde un linguaggio criptato che presuppone degli strumenti di analisi e “decriptazione”. La cosiddetta “stele di rosetta”, individuata da Freud e dai primi pionieri della psicoanalisi. Essi hanno permesso di accedere e comprendere questo linguaggio sconosciuto permettendo di capire i più profondi significati racchiusi dentro la nostra mente.

Il sogno, infatti, usa il linguaggio dell'inconscio, frutto del pensiero simmetrico[2]. Nel sogno, infatti, vige il principio di non contraddizione, di atemporalità, di condensazione dei significati. Nel linguaggio del sogno è presente un forte simbolismo ascrivibile al fondamento naturale dell'uomo – archetipo – e ai codici culturali esistenti in cui l'uomo cresce e si sviluppa in quanto portatore di valori, usi, significati condivisi.

Finzione e negazione del sogno

Il sogno è carico di un messaggio rivoluzionario per la nostra coscienza in quanto ha in sé la verità del nostro pensiero e del nostro sentimento. E' per questo motivo che ha bisogno di essere mascherato, in quanto potenzialmente pericoloso, rivelatore, disgregante, rispetto ad un proprio ordine sociale e/o morale. Fingiamo spesso, attraverso l'arte dell'autoinganno, di credere in ciò che facciamo e in ciò che abbiamo costruito, dirimendo le contraddizioni dei nostri sentimenti o delle nostre reali convinzioni. La nostra coscienza morale si difende dal sogno, mascherandone ed alterandone il contenuto, rendendolo lontano dalla realtà della nostra vita.

Il sogno come potenziale creativo

In realtà la strada dei sogni, come del resto quella della psicoterapia, ci conduce a contattare la nostra vera natura, la realtà psichica. La profondità dei nostri pensieri più intimi, dei sentimenti su noi stessi, sugli affetti, sulle scelte e sul mondo. In tale ottica il sogno costituisce un grande potenziale creativo di vera individuazione e di contatto profondo con la nostra natura di esseri umani. Ci permette di capire veramente chi siamo e cosa vogliamo mettendoci nella giusta corsia della nostra vita in termini di scelte e cambiamenti possibili.

In un lungo viaggio da Taranto a Roma con il mio amico e collega Francesco Frigione ci siamo imbattuti in una studentessa di ostetricia  che incuriosita dai nostri discorsi sulla psicologia e sui sogni ce ne ha voluto raccontare uno suo. Il sogno la vede dentro una casa che apparentemente è la sua casa di famiglia, ma in seguito questa casa si trasforma in qualcosa di diverso una casa molto grande con tetti molto alti. Lei è affascinata da questa casa, ma al tempo stesso prova una profonda nostalgia. Il sogno sembra parlare di cambiamento e crescita. La sognatrice è in un ambiente familiare ed estraneo allo stesso tempo. Sembra molto affascinata e desiderosa di avventurarsi in qualcosa di diverso e grande, ha desiderio di crescere, ma questa crescita presuppone una forte nostalgia per ciò che ha perso la sua casa, le sue radici. La ragazza rimane molto sorpresa dalla nostra lettura del sogno e ci racconta che sta prendendo una decisione molto importante di lasciare il suo paese per trasferirsi in una grande capitale europea, ma questa scelta la pone in grande difficoltà per il dolore di lasciare la sua famiglia.

Il sogno di Giuseppe

Nella realtà contemporanea, il sogno sembra essere relegato a ruolo marginale. In epoche più lontane, da sempre, il sogno è stato utilizzato come arte divinatoria per la comprensione degli avvenimenti e come criterio decisionale di scelte e prese di decisioni.

Nella Bibbia Giuseppe, figlio di Giacobbe, grande sognatore, costruisce il suo successo di grande uomo attraverso l'arte divinatoria. Viene chiamato dal Faraone ad interpretare un sogno che nessuno dei suoi maghi era riuscito a capire, dove apparivano sette vacche grasse e sette vacche magre, e sette spighe piene e sette vuote. Giuseppe, spiega e predice che le sette vacche grasse e le sette spighe piene rappresentano i prossimi sette anni che sarebbero stati caratterizzati da abbondanti raccolti seguiti però da sette anni di carestia,  le sette vacche magre e le sette spighe vuote. Così facendo Giuseppe si guadagna la fiducia del faraone suggerendogli di fare delle scorte, negli anni di abbondanza, in modo da poterne usufruire in quelli di carestia.

Oggi in questa realtà cosi raziocinante sarebbe così assurdo utilizzare il contributo del sogno per le decisioni importanti che riguardino la vita dei popoli o le scelte individuali. Ed il sogno viene sempre più spesso, così come la poesia, emarginato in piccole nicchie culturali o professionali proprio perché densi di linguaggi pericolosi per la nostra epoca conformista e convenzionale.

Mi viene da dire provocatoriamente, ma fino ad un certo punto, che questa non è un’epoca per poeti e sognatori.

L'incapacità di sognare del mondo moderno diviene così, in senso psichico e globale, un’incapacità di evolvere per l'uomo moderno. L'impossibilità del sogno di essere mercificato o pubblicizzato lo rende inutilizzabile, il suo linguaggio appare oscuro, e quindi, indegno in un epoca in cui prevale il superficiale raziocinio.

Incomunicabilità comunicativa

In un’epoca in cui la comunicazione è divenuta globale e in cui i media hanno raggiunto una dimensione esorbitante, non riusciamo più a comunicare con l'anima del mondo. Scotomizziamo dalla comunicazione una delle sue funzioni primarie, la funzione riflessiva e di consapevolezza di Sé e dell'umanità del mondo, in senso umanistico esistenziale.

L'incapacità di sognare diviene, quindi, una disfunzione umana, nei termini di esclusione della verità contenuta in ogni essere umano a livello sociale. Ciò determina l'impossibilità di rintracciare quel tessuto connettivo che unisce tutti gli esseri umani. (l'inconscio collettivo per C.G. Jung[3], il sistema protomentale[4] per W. Bion, l'Ubuntu, in senso etico per i popoli Sud Africano) e che ci permetterebbe una relazione più profonda ed affettiva con la realtà che ci circonda.

Coraggio sogniamo!!

Bibliografia

Bion Wilfred R. Attenzione ed interpretazione, Armando Editore, 2010
Freud Sigmund,  L'interpretazione dei sogni, Boringhieri,1976
Jung Carl Gustav, L'analisi dei sogni (1909), Boringhieri, 1978
Lo Iacono Antonio, Milazzo Pietro, La sala degli specchi, Franco Angeli, 2007
Matte Blanco Ignacio, L'inconscio come insiemi infiniti, Edizioni Einaudi, 2000

Note

  1. La Stele di Rosetta è una lastra in basalto di 114 x 72 cm, che pesa circa 760 kg e riporta un'iscrizione con tre differenti grafie: geroglifico, demotico e greco (dall'alto in basso). Attualmente il termine stele di Rosetta può essere usato anche come metafora per indicare qualsiasi cosa rappresenti la chiave per un processo di decriptazione o traduzione, o per la soluzione di un problema particolarmente difficile.
  2. Matte Blanco, L'inconscio come insiemi infiniti, Edizioni Einaudi, 2000
  3. L'inconscio collettivo, secondo Jung, rappresenta un contenitore psichico universale, vale a dire quella parte dell'inconscio umano che è comune a quello di tutti gli altri esseri umani. Esso contiene gli archetipi, cioè le forme o i simboli che si manifestano in tutti i popoli di tutte le culture. Gli archetipi esisterebbero prima dell'esperienza e in questo senso sarebbero istintivi. I critici hanno però affermato che questa è una visione etnocentrica, che universalizza gli archetipi culturali europei in archetipi di tutta l'umanità. In altri termini si potrebbe dire che l'inconscio collettivo è la struttura della psiche dell’intera umanità, sviluppatasi nel tempo ed è suddivisibile in inferiore, medio e superiore. L’inferiore è legato alle radici arcaiche, al passato dell’umanità; il medio è costituito dai valori socio-culturali in questo attuale momento; il superiore è invece relativo ai valori, alle potenzialità, alle mete future dell’umanità.
  4. Bion rappresenta il sistema protomentale come qualcosa in cui il fisico e lo psicologico o mentale si trovano in uno stato indifferenziato. Sono questi livelli protomentali, che sostituiscono la matrice delle malattie che si manifestano nell’individuo, ma hanno caratteristiche che dimostrano come sia il gruppo ad esserne affetto. A questo livello basico della vita mentale di un gruppo, le persone che vi operano rispondono a stimoli collettivi con l’attivazione di risposte automatiche, il comportamento dei membri (e del gruppo nell’insieme) è indirizzato e diretto da un rudimentale cervello collettivo: il sistema protomentale.
Pietro Milazzo

Psicologio Clinico e Psicoterapeuta iscritto ai rispettivi Albi presso l'Ordine degli Psicologi del Lazio

Svolge attività privata di Consulenza, Diagnosi Psicologico Clinica e Trattamento Psicoterapeutico ad indirizzo psicodinamico con specializzazione in metodo EMDR - Eyes Movement Desensibilitation Reprocessing per l'elaborazione di traumi psicologici.

Socio e terapeuta abilitato dell'Associazione EMDR Italia per il trattamento dei Traumi psicologici dei Disturbi Post traumatici da Stress, e della psicologia dell'emergenza.

Socio Fondatore e Vicepresidente per il triennio 2006-2009 della PPG.it - Associazione Italiana Psicologia e Psicoterapia di Gruppo.

Docente dal  2009 dell'Istituto di Psicoterapia  Umanistica Psicoumanitas di Roma e Taranto. Ha insengato e condotto gruppi terapeutici a specializzandi psicologi dal 2005 al 2009 presso l'Istituto Terapeutico Romano - ITER - all’Ospedale Gemelli di Roma.

Ha collaborato con l'Unità di Neuropsichiatria Infantile della Asl RM-H di Velletri, dove si è occupato di disturbi psicoaffettivi dell'infanzia, della somministrazione di test psicodiagnositci (Wish-R, Reattivi Grafici, T.A.T.. Sceno Test e Test di Rorschach), sostegno e psicoterapia per bambini e adolescenti. Insieme al trattamento dei bambini si è occupato di consultazione e sostegno alla genitorialità.

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